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Dalla rassegnazione alla Speranza - le risposte dell'AGESCI di Modena

by mythsmith last modified 2008-04-16 14:36

In occasione di San Geminiano l'Arcivescovo di Modena e Nonantola ha scritto una epistola dal titolo "Dalla rassegnazione alla Speranza". Ecco le risposte che i rappresentanti delle Zone AGESCI di Modena hanno dato ad alcuni spunti contenutivi.

Dalla rassegnazione alla Speranza - le risposte dell'AGESCI di Modena

L'Arcivescovo si rivolge alla città in occasione della festa di S.Geminiano


  • Leggi la lettera dell'Arcivescovo
  • Leggi i commenti delle istituzioni Modenesi

1. Una prima impressione sulle sollecitazioni contenute nella lettera scritta dall’arcivescovo.

La lettera del nostro Arcivescovo si sprona a “ sporcarci le mani “ oggi e non domani, a guardare con fiducia al futuro e a spenderci per gli altri in modo autentico e disinteressato. Ci spinge a camminare con il nostro “ zaino “ di esperienze per portare la ricchezza del nostro essere uomo o donna di questo tempo, per rinnovare le nostra missione: testimoniare che la nostra speranza si fonda sulla fede e si concretizza nella nostra vita di tutti i giorni.


2. tra i commenti alla lettera, c’è chi ha segnalato la via della “partecipazione e dell’impegno per rifondare le ragione dell’autentica e solidale convivenza cittadina”: come rimotivare le persone a questo impegno in tempi di distaccamento e disaffezione molto forti alla vita politica ?

Sicuramente la via della partecipazione e dell’impegno è essenziale per poter ricostruire una rete sociale forte e coesa. Il semplice fatto di partecipare implica un coinvolgimento personale, necessario e indispensabile per poter andare incontro all’altro. E’ proprio questa la difficoltà, accogliere l’altro, l’altro che può essere il ragazzo un po’ timido che frequenta i nostri gruppi, di cui a fatica ricordiamo il nome. La fatica, le difficoltà di ogni giorno, la diffidenza verso gli altri che i mass media locali e nazionali contribuiscono ad accrescere, non favorisce questo processo di apertura e di solidarietà. I cittadini, i ragazzi che sono i nostri principali interlocutori, hanno bisogno di sapere e di constatare che sono i veri protagonisti della loro vita, della vita della loro città, non dei semplici spettatori. Baden Powell, il nostro fondatore, ci esorta a “ lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato”, ma questo è possibile solo se pensiamo che ne valga veramente la pena, che veramente sia possibile che il nostro piccolo gesto possa cambiare qualcosa. Dobbiamo insegnare ai ragazzi che non è sufficiente non danneggiare gli altri o le altre cose, ma dobbiamo renderli consapevoli che insieme è possibile fare, lavorare per il bene comune.


3. Altri commenti hanno poi sottolineata l’esigenza per gli “uomini delle istituzioni a uscire dai palazzi, vivere tra la gente e ascoltare il disagio che porta a chiudersi in se stessi e raffredda i rapporti interpersonali”. E da parte della gente comune quale atteggiamenti si dovrebbero assumere ?

Anche la gente dovrebbe uscire da se stessa e avere la capacità di ascoltare gli uomini delle istituzioni e a cercare con essi ogni forma di collaborazione per migliorare il nostro modo di vivere. Gli uomini di palazzo dovrebbero come diceva B.P. “ porre il loro onore nel meritare la nostra fiducia”, nello stesso tempo hanno bisogno, per poter svolgere il loro servizio al meglio, di avere la nostra collaborazione. Certo, crediamo che gli scandali, l’ingiustizia, l’interesse personale minano quel rapporto di fiducia reciproca tra cittadini e politici, nello stesso tempo e’ certo che fa più rumore un albero che cade rispetto ad una intera foresta che cresce.


4. E’ stato poi evidenziato, sempre a commento delle parole del vescovo, l’esigenza di “creare una prospettiva di comunità, un senso di appartenenza nuovo”. In che modo costruire questa nuova mentalità ? Ci sono strumenti privilegiati ?

“Del mio meglio”, “ Sii preparato “, “ Servire “, i tre motti delle branche dello scoutismo , diventano un’unica frase che ben riassume lo spirito e la realtà dell’Agesci : “Essere pronti a servire nel modo migliore “. L’Agesci continua a ripetere a tutti che la piu’ bella soddisfazione per l’uomo e’ quella di rendere felici gli altri. Ancora oggi mentre l’egoismo cresce e la nostra società stenta a trovare la strada giusta per dare a l’uomo una condizione di vita serena e positiva, lo scoutismo lancia e rilancia il suo messaggio di ottimismo, di generosità, di altruismo. Lo scoutismo e’ una strada di libertà , di ottimismo e di speranza: e’ la strada dove si cammina con Cristo, verso di Lui e verso gli altri.


5. l’arcivescovo, nella parte finale della lettera parla di “servizio , da parte della Chiesa, nel proporre le motivazioni per favorire una partecipazione dei cristiani nella vita sociale”: come movimenti e associazioni laicali d’ispirazione cristiani sentite particolarmente chiamati in causa da questa sollecitazione?

L’impegno socio-politico e’ una forma di alta testimonianza evangelica come dice il nostro Arcivescovo e il bene comune , e’ un bene che appartiene a tutti, e crediamo che un buon cristiano e buon cittadino abbiano il diritto di essere “ primi attori “ nella costruzione di quelle relazioni umane che permettono di riallacciare i fili e riannodare i legami , di uscire dall’individualismo e aprirsi agli altri, di accogliere l’altro, di ascoltare l’altro e di servire l’altro. Lo stile del servizio inteso come “ dono “ di se stessi agli altri e la condivisione degli alti ideali impegnano l’Agesci a promuovere la formazione politica improntata allo stile evangelico, capace di cogliere il senso della propria responsabilità e di realizzarla insieme e a servizio degli altri. In un mondo dove la politica sembra distante dalle persone, l’Agesci propone come valore fondante del suo essere Associazione l’impegno sociale, richiedendo ai propri capi che si assumano personalmente e comunitariamente le responsabilità che la realtà ci presenta, impegnandosi a realizzare progetti creativi che ne rispondano ai bisogni.


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