Seconda Giornata per la Salvaguardia del Creato: L'Acqua
Continuando l’esperienza iniziata lo scorso anno, la Chiesa italiana il prossimo 1° settembre celebrerà la 2a giornata per la salvaguardia del creato dal tema “IL SIGNORE VOSTRO DIO VI DÀ LA PIOGGIA IN GIUSTA MISURA, PER VOI FA SCENDERE L’ACQUA”.
| What | Diocesi di Modena e Nonantola |
|---|---|
| When |
2007-09-22 17:00
to 2007-09-23 18:00 |
| Where | tutte le parrocchie |
| Contact Name | Centro Diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro |
| Contact Email | pastoralesociale@modena.chiesacattolica.it |
| Contact Phone | 059-2133811 |
| Attendees | Chiesa Cattolica, Chiesa Metodista, Chiesa Ortodossa |
| Add event to calendar |
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Continuando l’esperienza iniziata lo scorso anno, la Chiesa italiana il prossimo 1° settembre celebrerà la 2a giornata per la salvaguardia del creato dal tema “IL SIGNORE VOSTRO DIO VI DÀ LA PIOGGIA IN GIUSTA MISURA, PER VOI FA SCENDERE L’ACQUA”.
L’acqua è appunto l’argomento che le due commissioni episcopali (per i problemi sociali e per l’ecumenismo) propongono all’attenzione delle comunità, dei fedeli e di tutti i cittadini.
Nelle nostre comunità è da sempre presente, soprattutto nei gruppi giovanili, l’educazione alla conoscenza e al rispetto dell’ambiente circostante. La celebrazione della giornata per la salvaguardia del creato può aiutarci ad aumentare la consapevolezza dell’importanza del problema e a interiorizzare comportamenti individuali e collettivi più responsabili.
Considerando che all’inizio del mese di settembre molte parrocchie sono ancora impegnate nelle attività estive e la macchina organizzativa non è ancora in funzione, nella nostra Diocesi la celebrazione si svolgerà DOMENICA 23 SETTEMBRE.
Tutte le comunità sono invitate ad affrontare il tema durante le celebrazioni eucaristiche domenicali (con alcune preghiere dei fedeli, nell’omelia, curando in modo particolare l’offertorio…) e, se possibile, con un incontro di approfondimento o una veglia di preghiera.
La salvaguardia del creato è uno dei temi maggiormente affrontati all’interno del dialogo ecumenico. Per questo motivo il momento di incontro diocesano sarà organizzato dal Consiglio delle Chiese e si terrà SABATO 22 SETTEMBRE ALLE ORE 17 nel parco antistante la CHIESA ORTODOSSA DI MODENA EST (il programma dettagliato dell’incontro sarà inviato con il necessario anticipo).
Il periodo estivo, con campeggi e centri estivi, è senz’altro un momento propizio per parrocchie e gruppi per riflettere sul tema della salvaguardia del creato. I temi proposti dalla Cei potrebbero essere quindi facilmente utilizzati in questi contesti.
L’Ufficio nazionale per i problemi sociali ha predisposto un sussidio per la liturgia e l’approfondimento. Alle parrocchie è stato inviato nelle scorse settimane. Chi ne avesse necessità può chiederlo al nostro centro o, più rapidamente, reperirlo sul sito www.chiesacattolica.it (> CEI > Uffici e servizi pastorali > Ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro).
Molti spunti di riflessione si possono trarre anche dal Compendio della Dottrina sociale della Chiesa (il capitolo 10 è interamente dedicato alla salvaguardia dell’ambiente).
La giornata può essere anche l’occasione per valorizzare le associazioni, a partire dall’AGESCI, che dedicano particolare attenzione a questo tema.
Un saluto cordiale.

Di seguito il messaggio di presentazione della Seconda Giornata del Creato.
COMMISSIONE EPISCOPALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO, LA GIUSTIZIA E LA PACE e COMMISSIONE EPISCOPALE PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO
2a Giornata per la salvaguardia del creato - 1* settembre 2007
Il Signore vostro Dio vi dà la pioggia in giusta misura, per voi fa scendere l’acqua (cfr Gl 2,23)
La Chiesa italiana celebra la Giornata per la salvaguardia del Creato per testimoniare l’importanza che essa attribuisce al dono della creazione e per ricordare ai cristiani e a tutti gli uomini il compito che Dio ha affidato all’umanità: custodire e coltivare la terra come un giardino (Gn 2,15). La Giornata intende porsi anche come risposta agli appelli di Benedetto XVI. Nel Discorso della vigilia di Pentecoste 2006 egli invitava a lasciarsi coinvolgere dallo Spirito nella “responsabilità di Dio per il suo mondo e per l’umanità intera”. Nella Dichiarazione congiunta con il Patriarca Ecumenico Bartolomeo del 30 novembre 2006 sottolineava la grande importanza riconosciuta dalle due Chiese agli “sforzi compiuti per proteggere la creazione di Dio e per lasciare alle generazioni future una terra sulla quale potranno vivere” (n. 6). Nel Messaggio per la Giornata Mondiale per la Pace 2007 egli poneva l’accento sulle “connessioni esistenti tra l’ecologia naturale, ossia il rispetto della natura, e l’ecologia umana”, tra “la pace con il creato e la pace tra gli uomini” (n. 8); pace, come “capacità di vivere con giustizia gli uni accanto agli altri tessendo rapporti di giustizia e solidarietà” che si realizza in un “mondo ordinato e armonioso”, creazione di Dio (n. 3). Questi riferimenti evidenziano la varietà di motivazioni sulle quali si fonda la questione ambientale e che emergono nitidamente proprio in relazione al tema prescelto per questa Giornata del 2007: l’acqua, elemento importante, anzi decisivo, per la vita del nostro “pianeta azzurro”.
[*] A Modena si terrà invece il 22-23 Settembre
1. L’acqua per la vita
È importante riflettere sull’acqua, in primo luogo per la drammatica attualità del tema e per il peso della crisi idrica che investe numerose popolazioni. Quasi un miliardo e mezzo di persone manca di un accesso adeguato all’acqua, mentre anche più numerose sono quelle cui manca una sufficiente disponibilità di acqua potabile. È una realtà che interessa soprattutto le regioni a più basso reddito, nelle quali, tra l’altro, l’accesso all’acqua può spesso scatenare veri e propri conflitti.
Come nota Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2007: “All’origine di non poche tensioni che minacciano la pace sono sicuramente le tante ingiuste disuguaglianze ancora tragicamente presenti nel mondo. Tra di esse particolarmente insidiose sono (…) le disuguaglianze nell’accesso a beni essenziali, come il cibo, l’acqua, la casa, la salute” (n. 6). Emerge qui con chiarezza quello stretto rapporto tra giustizia, pace e salvaguardia del creato tante volte richiamato in ambito ecumenico: si pensi alla I Assemblea Ecumenica Europea di Basilea del 1989 o alla Convocazione Mondiale di Seul del 1990. Possiamo coglierlo in tutto il suo spessore considerando i profughi ambientali, uomini, donne e bambini, costretti ad abbandonare le loro terre, rese invivibili dalla desertificazione. È una realtà drammaticamente evidente in vaste regioni dell’Africa e che sempre più interessa, sebbene in misura differente, anche altre aree del pianeta. Nessun ecosistema può consentire una vita sostenibile, quando venga meno quella fondamentale risorsa che è l’acqua. Un uso inadeguato e improprio dell’acqua, assieme al progressivo riscaldamento determinato dall’accentuarsi dell’effetto serra, fa sì che anche il nostro Paese, e non soltanto ormai le sue zone più calde, conosca spesso un’emergenza idrica, per buona sorte generalmente limitata al solo periodo estivo.
Proprio tali situazioni critiche evidenziano, d’altra parte, l’importanza dell’acqua come fonte di vita. La sua disponibilità è, poi, essenziale per i cicli vitali della terra e fondamentale per un’esistenza pienamente umana. Non stupisce, perciò, che Francesco d’Assisi abbia posto il riferimento all’acqua, “multo utile et umile et preziosa et casta”, al centro di quell’altissima lode a Dio che è il Cantico delle Creature.
2. Attingere alle fonti
La stessa realtà è già chiaramente espressa anche nella Scrittura dell’uno e dell’altro Testamento. In negativo, il deserto, luogo di mancanza d’acqua, e il tempo della siccità rivelano la fragilità della vita umana, la sua dipendenza da Colui che solo può scavare “canali agli acquazzoni e una strada alla nube tonante, per far piovere su una terra senza uomini, su un deserto dove non c’è nessuno” (Gb 38,25–26). In positivo, il secondo capitolo della Genesi esprime la bontà della creazione di Dio tramite l’abbondanza dell’acqua che irriga il giardino dell’Eden (Gn 2,10–14). I Salmi, poi, scoprono nel suo quotidiano riversarsi sulla terra il dono sempre rinnovato, che permette la vita degli uomini e delle altre creature: è Dio stesso che visita la creazione e la disseta (Sal 64,10). E la tradizione profetica descrive la pienezza di vita promessa con l’immagine del deserto fiorente, reso fertile dalle sorgenti che sgorgano, spazio abitabile per i poveri (Is 41,18–20). Anche l’Apocalisse pone al centro della nuova Gerusalemme “un fiume d’acqua viva, limpida come cristallo, che scaturisce dal trono di Dio e dell’Agnello” (Ap 22,1).
La stessa esperienza dell’acqua come forza vivificante è messa in luce dall’incontro di Gesù con la samaritana al pozzo di Giacobbe (Gv 4,1–30). Quell’acqua che vivifica la creazione diviene così il segno potente del dono radicale che Egli fa di sé nella storia della salvezza per vivificare, purificare e rinnovare le nostre esistenze. Nel segno del battesimo le diverse confessioni cristiane riconoscono la potenza sacramentale di tale realtà misteriosa, che trasforma in profondità coloro che l’accolgono. La Scrittura e l’esperienza ecclesiale invitano, pertanto, a vedere nell’acqua un dono prezioso, meritevole di una cura attenta; una risorsa essenziale per la vita, da condividere secondo giustizia con tutti coloro che abitano il nostro pianeta, oggi e nel futuro.
3. L’acqua, bene comune e diritto
L’acqua, dunque, è un bene comune della famiglia umana, da gestire in modo adeguato per garantire la vivibilità del pianeta anche alle prossime generazioni. È necessario, perciò, impostare politiche dell’acqua capaci di contrastare gli sprechi e le inefficienze e di promuovere, nello stesso tempo, un uso responsabile nei vari settori (industria, agricoltura…). Occorre tutelare la disponibilità di acqua pulita dalle varie forme di inquinamento che la minacciano e assicurare la stabilità del clima e del regime delle piogge, facendo tutto ciò che è possibile per contenere la portata dei mutamenti climatici. Bisogna, infine, salvaguardare gli ecosistemi marini e fluviali, la cui bellezza serve a custodire spesso la diversità biologica che li abita.
Queste gravi e complesse problematiche sollecitano, in primo luogo, le responsabilità dei governanti e dei politici, ma interpellano tutti in ordine al consumo individuale; tutti, infatti, siamo invitati a rinnovare i nostri stili di vita, nel segno della sobrietà e dell’efficienza, testimoniando nel quotidiano il valore che riconosciamo all’acqua.
In quanto bene di tutti, d’altra parte, l’acqua non è una realtà puramente economica. Come dono derivante dalla creazione, l’acqua ha destinazione universale, da regolamentare a livello normativo. Il contributo che anche i soggetti privati possono dare alla sua gestione non deve, però, in alcun modo andare a detrimento di quel fondamentale diritto all’acqua, che i soggetti pubblici devono garantire a ogni essere umano. Proprio perché “senza acqua la vita è minacciata”, come sottolineato dal Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica, tale diritto è “universale e inalienabile” (n. 485). Anche il Consiglio Ecumenico delle Chiese ha spesso sottolineato la relazione tra la considerazione dell’acqua come dono e il diritto ad essa di persone e popoli.
4. Nella fraternità ecumenica
Il tema dell’acqua costituisce, dunque, una dimensione fondamentale di quell’impegno per il creato che le Chiese europee hanno condiviso in questi anni e che ha trovato un’espressione forte nel n. 9 della Charta Oecumenica, sottoscritta nel 2001. Al riguardo desideriamo segnalare un appuntamento di grande importanza, che si svolgerà nel prossimo mese di settembre a Sibiu, in Romania: la III Assemblea Ecumenica Europea, che prevede la salvaguardia del creato tra i temi principali.
In questo contesto invitiamo le Chiese locali a celebrare la Giornata per la salvaguardia del Creato, in spirito di fraternità ecumenica tra i credenti delle diverse comunità cristiane. La meditazione della ricchezza simbolica del tema dell’acqua e la considerazione attenta delle complesse problematiche ecologiche ed economiche offriranno spunti preziosi per una riflessione comune e per una preghiera ispirata dalla Parola.
Proposte di Preghiera dei Fedeli
Dio Padre ha benedetto l’opera delle sue mani e affida ogni giorno alla custodia amorevole dell’uomo i doni del creato. Preghiamolo perché ci sostenga in questo compito gravoso e ci renda fedeli collaboratori al progetto della creazione nella responsabilità e nella fedeltà.
Preghiamo insieme: Ascoltaci, o Signore.
Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque delle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che sono sopra il firmamento. E così avvenne. (Gn 1,6-7)
Dio della creazione, nel tuo sapiente disegno hai affidato all’umanità il compito di custodire la terra come un giardino: fa’ che collaboriamo all’opera della tua creazione nel rispetto e nella condivisione dei doni che ci ha dato.
Noi ti preghiamo.
Pioggia abbondante riversavi, o Dio,
rinvigorivi la tua eredità esausta. (Sal 67,10)
Dio della storia, nel tuo amore non manchi di far percepire al tuo popolo la tua provvidenza di Padre: ricolma delle tue benedizioni il lavoro degli uomini, perché la terra produca con generosità i suoi frutti a beneficio di tutti i popoli.
Noi ti preghiamo.
O Dio, tu sei il mio Dio,
all’aurora ti cerco,
di te ha sete l’anima mia,
a te anela la mia carne,
come terra deserta,
arida, senz’acqua. (Sal 63,2)
Dio di infinito amore, nel tuo Figlio sei venuto incontro alle attese dell’umanità: colma le speranze di coloro che ti cercano con cuore sincero.
Noi ti preghiamo.
A colui che ha sete
io darò gratuitamente da bere
alla fonte dell’acqua della vita. (Ap 21,6b)
Dio di verità e di grazia, che disseti il cuore dell’uomo con l’acqua della vita eterna: rendici capaci di apprezzare i doni della tua creazione, perché l’acqua che scaturisce dalla terra sia condivisa come dono e diritto per tutti i popoli.
Noi ti preghiamo.
In quel giorno vi sarà per la casa di Davide e per gli abitanti di Gerusalemme una sorgente zampillante per lavare il peccato e l’impurità. (Zc 13,1)
Dio di misericordia, che in Cristo sei venuto incontro a coloro che sono nelle tenebre e nell’ombra della morte: lava con il tuo perdono le nostre infedeltà e rendici degni di cantare ogni giorno la tua grandezza.
Noi ti preghiamo.
O Padre, che in Cristo tuo Figlio hai dato all'umanità la verità che illumina, la via da seguire e la vita che non ha tramonto, sostienici con la forza del tuo Spirito perché, collaborando fedelmente all’opera della tua creazione, progrediamo ogni giorno nella conoscenza del tuo amore e nella speranza del Regno. Per Cristo Nostro Signore. Amen.